Vado al Pineta, faccio cose e vedo gente

Vado al Pineta, faccio cose e vedo gente

Sono una viveuse, insomma.

Ma in pratica anche no.

Lo scorso week end sono andata a Milano Marittima per festeggiare l’addio al nubilato di amica E.

Erano mille mila secoli che non andavo a Milano Marittima che, per chi non fosse pratico di Riviera Romagnola, viene anche chiamata Mi.Ma ed e’ famosa per aver regalato al mondo e ai calciatori locali come Il Pineta e il Papeete (che e’ poi una spiaggia).

Bene. Armata di un trolley che conteneva dal bikini agli UGG, viste le previsioni meteo, sabato mattina sono partita con le amiche G. e G. alla volta di Mi.Ma.

Intanto approfitto di questo post per mandare affanculo quelli del ilmeteo.it che evidentemente non hanno ancora imparato ad utilizzare i satelliti e gli strumenti per la rilevazione delle perturbazioni perche’ le loro previsioni non erano sbagliate, DEPPIU’.
Infatti tutti questi mega temporali che dovevano funestare l’intero weekend, si’ ce ne sono stati, ma non come previsto su quel sito dellamminchia.

Chiusa parentesi.

Arriva il momento della preparazione per il sabato sera e voi potreste pure immaginarvi questa scena con la musica anni ’80 che parte in sottofondo e noi che facciamo le smorfie davanti allo specchio in una nuvola di blush e ombretti, mentre ridiamo e scherziamo.

Ma la realta’ e’ stata un po’ diversa, a partire dalla tenda della doccia che ti si attaccava addosso, fastidiosa  e fredda come la morte, poi l’intonaco che si staccava dal soffitto mentre ci asciugavamo i capelli e infine, IL TEMPORALE.

Eh si’, perche’ dopo esserci messe in tiro per la serata, e aver pronunciato le parole: ‘Ok, prendi le chiavi della camera che usciamo‘, un lampo squarcia in due l’oscurita’ e poi parte un tuono che fa crollare il resto dell’intonaco dal soffitto e inizia a piovere, poi a grandinare.

Un perfetto tempismo degno del miglior film horror.

Molto bene.

Cambio di look a questo punto.
Via le ballerine, benvenute All Star e Superga (perche’ io, i tacchi, non li avevo nemmeno contemplati in valigia).
Finisce la pioggia e imbacuccate come l’omino Michelin ci dirigiamo verso il ristorante.

Li’ ho la brillante idea di comunicare ad amica G. dell’esistenza di una favolosa App che ho scoperto grazie a The Big Bang Theory, la Pocket Whip ovvero un’app che simula il rumore di una frustata.
Una minchiata pazzesca, lo so, ma con un grande potenziale comico.

Infatti, non potete immaginare quanto sia bella la sensazione di dire a qualcuno: ‘Sbrigati che ti stiamo aspettando!’ FSHHH (ovvio rumore di frusta!).
Inutile dire che appena scoperta questa App, al nostro tavolo e’ stato subito Circo Togni. Non c’era frase che non fosse seguita da un colpo di frusta.
‘Passami l’acqua!’ FSHH!
‘Fammi una foto! FSHH!
‘Beviti quel cicchetto!’ FSHH!

Delirio puro e successiva necessita’ di un Maalox per buttare giu’ tutto.

Nel frattempo al ristorante incrociamo un gruppo di ragazzi intenti a festeggiare un addio al celibato.

Fuori dal ristorante parte il tampinamento vero. Prima le foto beote di gruppo (noi molto fighe comunque con la maglietta nera tutte in tinta), poi la loro insistenza quasi ossessiva nel dirci: ‘dai venite al Pineta!’

L’umidita’ al 1000% e il progressivo peggioramento delle nostre messe-in-piega, ci hanno fatto cedere e li abbiamo seguiti al Pineta.

Ma qui ci sono stati momenti di paura vera. Infatti, il Pineta di solito e’ pieno di gente uber-fighetta mentre noi:

  • indossavamo delle semplici T-shirt, belle ma pur sempre T-shirt;
  • molte avevano i jeans. JEANS, al Pineta, capite?
  • infine le scarpe: indossavamo scarpe da ginnastica

Scarpe da ginnastica? Al Pineta? Aberrazione pura!
Cosi’, con un grande terrore nel cuore ci avviciniamo al buttafuori nella convinzione che vedendonci ci rida in faccia e gli prendano le convulsioni.

E invece entriamo.

E non veniamo nemmeno troppo squadrate, almeno non subito. Dopo tutte le fighe legnotiche che sono la popolazione media di questo locale ci hanno guardato come se fossiamo andate a ballare con il pigiama.

Ma cazzomene.

Alla fine quando vai a ballare solo per il gusto di stare con le tue amiche e far divertire la sposa e fare le deficienti tutte insieme finisce che ti diverti un casino.
Che e’ molto meglio che stare sempre li’ a fare la figa di legno.
E poi ballare con le scarpe da ginnastica e non sui tacchi e’ proprio tutta un’altra storia!

Si’, siamo noi, al Pineta.

P.S. Tra i nostri incontri piu’ blasonati annoveriamo Ambrosini. Ma si’ dai quello biondo che gioca nel Milan.

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7 Comments

  1. Anonymous 10 settembre 2012 / 16:21

    Sono veramente orgogliosa e onorata di essere una di quelle 3 scarpe da ginnastica (all star grigia n.d.r) baci G.

    • La Ele 12 settembre 2012 / 8:43

      E fai bene a sentirti orgogliosa amica, perche’ con le nostre magliettine e la nostra faccia di bronzo abbiamo segnato una pagina importante nella storia delle discoteche fighette. Siamo le Rosa Parks del Pineta!

    • Anonymous 12 settembre 2012 / 17:16

      Rosa parks dotate di frusta non dimenticarlo mai. Non mi capacito di aver vissuto tanto tempo senza! Fshhhh!

  2. WonderDida 5 settembre 2012 / 15:09

    voglio anch’io una serata così!
    pure l’app, ma prima mi compro lo smartphone

    • La Ele 7 settembre 2012 / 10:26

      Non avevo idea che mi sarebbero mancate serate del genere, e invece…
      Ma come? senza smartphone? a Shanghai? Impossibile! 😀

  3. L'antipatica 5 settembre 2012 / 12:03

    voglio anche io l’app con la frustata… mi fa ridere. a volte ci si diverte di più a non essere in tiro fregandosene degli occhi altrui

    • La Ele 5 settembre 2012 / 12:11

      Se hai uno smartphone, la puoi avere anche tu. E’ gratis e di grande impatto. Un affare praticamente!
      Devo ammettere che questa volta senza l’ansia di essere figa o di dover attirare l’attenzione di questo o di quello mi sono proprio divertita!

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