Le mamme ribelli non hanno paura: recensione

E del perché non mi è piaciuto

A meno che non abbiate gli occhi foderati di prosciutto, vi sarete certamente imbattuti su Facebook o su Amazon, sulla copertina di questo libro scritto da Giada Sundas.

Lo devo ammettere, mi sono lasciata convincere dalle recensioni totalmente e incodizionamente positive e l’ho acquistato.

Su Amazon, e cito dalle varie recensioni, si legge che ‘non puoi fare a meno di ridere a squarciagola’ , ‘erano anni che non leggevo un libro scritto così bene!’ e anche ‘uno dei libri più divertenti che abbia letto in vita mia!!!!’.

Ho pensato che, cazzo, doveva essere davvero un libro brillante per avere delle recensioni così entuasiastiche e, onestamente, dopo aver letto ‘La Campana di vetro’ di Sylvia Plath avevo anche voglia e bisogno di qualcosa di leggero e spiritoso.

Ora che l’ho terminato, però, non posso fare a meno di pensare che forse mi sono persa qualcosa. Forse il mio senso dell’umorismo si è rotto. Forse, e dico forse, le battute sono così forzate (e anche così trite, in alcuni casi) da riuscire a malapena a provocarmi un sorriso.

Non fraintendetemi, non sono una mamma nazi di quelle che non-si-scherza-sulle-creature, anzi sono la prima a prendere in giro le mie doti di madre e mi piace moltissimo riderci su, ma in questo libro non ho trovato niente di nuovo.

Chiara Cecilia Santamaria con ‘Quello che le mamme non dicono’ ci era già arrivata nel 2010 a dirci che noi mamme non siamo tutte perfette e va bene così. Certo ripetercelo e ribadire che ognuna diventa mamma con i propri modi e i propri tempi non fa mai male, ma almeno diciamolo in una maniera diversa, perché ormai ci sono già altri 100mila blog e libri che ci hanno spiegato gli stessi concetti.

E la ribellione di cui si parla nel titolo? Io non ne ho trovato traccia all’interno dei vari capitoli. La ribellione starebbe nell’accettarsi per come siamo? O nel fare quello che crediamo sia meglio per i nostri figli ignorando tutti gli altri? Se la risposta è Sì, allora io dico: grazie-al-cazzo, lo sapevo già.

Detto questo poi, è molto ovvio che sia facile ritrovarsi negli aneddoti che racconta la Sundas, bene o male tutte le mamme hanno vissute le stesse esperienze in maniera più o meno simile. Anche qui, niente di nuovo sul fronte occidentale, e sorrisino di circostanza per come sono stati raccontati questi episodi.

Speravo davvero che questo potesse diventare un libro da regalare alle amiche in dolce attesa o con pargoli appena nati, ma penso onestamente che continuerò a cercare.

 

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