Dovevo andare all’Ikea

Dovevo andare all’Ikea


Era gia’ tutto programmato.
In Svizzera il 20 Maggio era il lunedì di Pentecoste, Marito era a casa dal lavoro, saremmo andati all’Ikea a prendere quelle cosine mancanti per la casa come il tavolino da caffe’, la lampada da mettere in camera di Tommaso e le solite cosine carine che si comprano sempre in questi casi.
E poi saremmo andati in Marghera e mi sarei potuta godere una pizza di Spontini.
Ore 2.35 di notte, mi alzo per fare la pipi’, infastidita come non mai da un pancione duro come un sasso.
Mi alzo dal letto, strano formicolio, spatasciata fragorosa di liquido, guardo Marito che dorme e gli dico: ‘Mi si sono rotte le acque’.
Marito non dorme piu’.
Carico la lavatrice con pigiama incriminato, faccio la doccia, stendo, finisco la valigia dell’ospedale e via partiamo.
In ospedale mi attaccano al tracciato per assicurarsi che Tommy stia bene e io inizio ad avere qualche contrazione.
Io faccio la splendida e guardando marito dico: ‘si’ ma queste contrazioni sono come i crampi quando hai il ciclo’. Pffff una passeggiata.
Sciocca me, non sapevo che da li’ a qualche sarei stata piegata in quattro da quelle stesse contrazioni.
Vi risparmio lo splatter seguito nelle ore successive, vi dico solo che grazie al parto anche mio marito ha scoperto che sono dotata di una forza paragonabile a quella dell’incredibile Hulk.
Alle 14.21 nasce baby Tommaso, sembra un alieno, ma per noi e’ bellissimo.
Da quel 20 Maggio 2013 e’ passato un anno che, in certi giorni, mi sembra sia volato, mentre altre volte mi sembra sia stato l’anno piu’ lungo della mia vita.
Un anno di Tommy. Un anno di noi come nuova realta’ a tre.

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